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Linkedin: per chi può avere senso?

Linkedin è una paittaforma social abbastanza particolare. Quando è nata era tendenzialmente dedicata alle imprese ed aveva un aspetto fondamentalmente dedicato al B2B.

Il social network, infatti, nasce per finalità esclusivamente professionali. Il tempo di permanenza non è alto ed strettamente legato al tempo necessario allo svolgimento di azioni mirate.

Serve alle persone per creare connessioni di lavoro sfruttando i gradi di separazione tra loro ed i contatti della propria rete.

 

Per le aziende invece la cosa è più complessa.

Inizialmente l’utilità per un’azienda era meramente professionale. LinkedIn, infatti, può essere uno strumento molto utile per trovare risorse da impiegare al proprio interno e per creare connessioni di lavoro con altre aziende.

Negli ultimi due anni però moltissime aziende hanno creato le loro pagine su LinkedIn ed usano questo strumento per approfondire la loro comunicazione nei confronti dell’utenza professionale.

Con l’acquisizione di “SlideShare” (una piattaforma dedicata alla condivisione online di presentazioni, documenti e video) e di “Pulse” (un’app che permette di leggere notizie) due anni fa e con il lancio del “LinkedIn Influencer Program” un anno fa, la piattaforma si è evoluta ed è diventata un luogo in cui gli utenti possono acquisire contenuti di qualità forniti sia dalle aziende che dai membri influenti.

Per molte aziende, quindi, la presenza su LinkedIn diventa ogni giorno più necessaria dato che è possibile farsi notare grazie ai contenuti offerti e farsi seguire da chi è interessato a quell’azienda specifica, ad una data tipologia di prodotto, ad un certo tipo di contenuti.

 

 

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