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Credete ancora di poter fare a meno dei Social Network?

Quando si parla di social media applicati alle aziende c’è ancora chi si domanda se investire tempo e denaro in questo settore porti realmente dei vantaggi.

Sono spesso realtà medio-piccole quelle che nutrono ancora dubbi, oppure si tratta di realtà guidate da chi ha ancora scarsa familiarità con questi strumenti ma la diffidenza è ancora diffusa.

Oggi, grazie ad un post di VentureBeat,  ho trovato un’infografica che misura il traffico internet in tempo reale per le piattaforme più rilevanti (non solo social ovviamente) pubblicata da Penny Stocks nel loro blog. Per quanto ci si possa render conto delle potenzialità che internet ha da offrire a tutti noi, è solo quando puoi vedere in tempo reale – con i tuoi occhi – il volume smisurato di dati scambiati online che resti a bocca aperta.

Di infografiche  che riportano dati numerici sui vari social network ce ne sono tantissime ma il tempo reale è tutta un’altra cosa.


Click the image to open the interactive version (via Penny Stocks Lab).

Fate la prova anche voi, fate partire il cronometro e guardate:

  • Il numero di account creati su Twitter
  • I video guardati su Youtube misurati in ore
  • I +1 su Google+
  • I post pubblicati su WordPress
  • Le ricerche effettuate su Google
  • I check-in su Foursquare
  • Like e post su Facebook
  • Le ricerche effettuate su LinkedIn
  • I like ed i commenti su Instagram
  • I Pin su Pinterest

ogni secondo.

E adesso chiedetevi se volete entrare a far parte del gioco, se non è forse arrivato il momento di iniziare a sfruttare questi strumenti per promuovere la visibilità della vostra azienda; o volete prendervi ancora del tempo per pensarci, per valutarne l’eventuale convenienza?

Ricordatevi però che il tempo passa….

E adesso una piccola nota per i fruitori di tutte le piattaforme gratuite online (presenti e non nell’infografica). Visto il volume smisurato di dati processati o stoccati per noi e la qualità e la quantità di servizi offerti da queste piattaforme gratuite (o dal costo annuale ridicolo) ha veramente senso continuare a lamentarsi della pubblicità o dell’uso dei nostri dati per finalità di marketing?

 

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